La giornata della memoria

Scrivo di istinto, senza prendere appunti senza ragionare senza punteggiature senza dimenticare

Non si può aprire il blog oggi e fare finta di nulla, e parlare d’altro. Non come primo argomento e “non perché tanto lo farà qualcun altro”.
Trattare di questo seriamente fa paura perchè è qualcosa di talmente grande che ha cambiato tutto. Perché ogni qualvolta che pensavo a quanto orrore ragionavo su gli anni. Era il 45…quando tutto finì.

Il 1945

Il 1900
Inconcepibile che la storia si macchiasse di tali colpe. E non parliamo del medioevo, il buio medioevo. Ma del 1900…tutto era già moderno. Mia Nonna era nata già…allungare la mano e toccare quegli anni. Non sono così lontani da noi…da scacciare via il ricordo, l’incubo. Ma la Storia ha l’età di mia nonna, questo paragone è un immagine reale. Non è solo un evento storico ma è proprio dietro di noi.

Non ho mai letto il diario di Anna Frank, solo qualche pagina a scuola ma non ci fecero mai leggere tutto il libro e io, credo di aver poi allontanato lontano da me la cosa.
Perché mi faceva male. Il cuore, si stringe, batte e poi di ferma e si contorce. Questa è la mia reazione fisica reale. Tanto dolore, tanta crudeltà non è concepibile.

Eppure è davvero accaduto. E non esiste negazione al mondo. Non esiste.
Le spiegazioni storiche le troviamo in tutti i libri, i motivi reali e le macchinazioni nascoste, ma trovare una ragione a tutto quello non c’è. C’è solo la realtà dei campi di raggruppamento, dei campi di lavoro, campi di sterminio. C’è solo il male, la follia, la scelleratezza. C’è solo il vuoto colmo solo di dolore e morte.
C’è solo l’annullamento delle persone, ridotte ad un codice, senza il diritto ad un nome, senza il diritto ad un corpo. Il loro corpo non era il loro. Senza identità, solo un numero tatuato.

I numeri.

Ci sono solo i Numeri.

15 milioni di morti
Ebrei, prigionieri di guerra, oppositori politici,  gruppi etnici quali Rom, Sinti, Jenisch, gruppi religiosi come testimoni di Geova e pentecostali, omosessuali, malati di mente e portatori di handicap.

Vi lascio il video di un documentario bellissimo di Roberto Olla.

“E’ il primo film documentario in 3D girato ad Auschwitz. È stato realizzato in occasione del Memory Day della Shoah 2012, la giornata mondiale decisa dall’Onu in ricordo delle vittime della deportazione nazista. Partecipano gli ex deportati italiani Shlomo Venezia (autore del libro “SonderKommando 182727” tradotto in 24 lingue), Andra e Tatiana Bucci (sopravvissute agli esperimenti di Mengele), Goti Bauer (testimone anche della deportazione ungherese), Sami Modiano (che appena liberato ha testimoniato al processo contro Rudolf Höß capo del lager), Piero Terracina (sopravvissuto assieme a Primo Levi, ha assistito alle riprese dello storico film russo presentato come prova al processo di Norimberga). I testimoni raccontano i fatti nei luoghi esatti in cui si sono svolti a Birkenau e ad Auschwitz. Le riprese in 3D mettono in risalto il rapporto tra gli uomini e lo spazio nel lager. Le grandi dimensioni, gigantesche per i chilometri quadrati di territorio occupato, un’enorme fabbrica della morte con baracche, forni crematori, camere a gas, torrette, filo spinato elettrificato. Le piccole dimensioni, i soffocanti spazi in cui i deportati erano costretti a sopravvivere in attesa della morte certa, sempre stretti uno affianco all’altro, nelle cucce a tre piani, nelle latrine, nel freddo all’alba durante l’appello, spazi sempre più soffocanti. “Le non persone” è stato realizzato con la collaborazione del Museo di Auschwitz. È dedicato a Ida Marcheria, la testimone triestina, ex deportata, che era sopravvissuta due anni nel reparto “canada” di Birkenau. “

Ho vissuto diversi mesi in una città che è pregna di storia, dove dimenticare non è possibile, guardare oltre si, ma dove non puoi scordare. In una giornata come questa le parole si sprecano, le immagini feriscono l’anima.

(foto prese dal web)

Queste sono le pietre dell’inciampo o Stolpersteine, sono delle targhe di ottone poste all’entrata delle case, che riportano i dati delle persone che vi abitavano e che vennero deportate e poi morirono nei campi.
Pietre di inciampo, perché chi passa di li possa fermarsi a ricordare o almeno non dimenticare mai.
Mentre cammini per Mitte, uno dei quartieri “più” storici di Berlino, puoi inciampare molto spesso in questa targhe alla memoria. In un comunissimo giorno di lavoro, in un comunissimo giorno passeggiando per le vie dello shopping, tra Hackesche Höfe e Rosenthaler Straße si può ricordare…

(foto presa dal web)

Per non dimenticare.

Denkmal für die ermordeten Juden Europas (2012)

 Denkmal für die ermordeten Juden Europas
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Una risposta a La giornata della memoria

  1. roribeautyspace ha detto:

    Complimenti per il post, per le parole e per il video… Ho voluto farlo anche io un post xkè non si può restare indifferenti, oggi soprattutto, ma anke tutti i giorni! Baci…

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